
È stato un Mondiale ricco di colpi di scena, battaglie, determinazione e, soprattutto, spirito di squadra.
Il surf è uno sport individuale, è vero, ma si cresce insieme. Si cresce osservando i propri compagni, così come gli avversari. Si cresce facendo il tifo dalla spiaggia, condividendo emozioni e imparando dall’esperienza e dagli errori commessi in batteria.
Questo è il surf: al mare non puoi comandare le onde. E spesso l’onda che ti ha fatto vincere la heat all’ultimo secondo, nella batteria successiva arriva al tuo avversario.
Concludiamo questa avventura al 17° posto su 56 nazioni. A livello individuale, arrivano ottimi piazzamenti nell’U18 maschile con
Michele Scoppa e Michael Monteiro, 13° posto per loro, entrambi protagonisti di un ottimo percorso.
Una nota speciale va a Michael che, a soli 14 anni, ha gareggiato come un leone contro ragazzi fino a quattro anni più grandi di lui, dimostrando carattere, talento e una grande maturità.
È un risultato sicuramente positivo, anche considerando il nuovo sistema di gara, che dopo il Round 1 non prevede più ripescaggi: o dentro, o fuori.
TUTTI i nostri giovani hanno dimostrato talento, crescita e una grande voglia di lavorare sodo per raggiungere risultati e soddisfazioni. Il livello generale è ormai altissimo e noi, piccola nazione affacciata sul Mar Mediterraneo, abbiamo dimostrato di essere lì, pronti a giocarcela senza paura.
Un grazie speciale va ai coach e al Direttore Tecnico, preziosi consiglieri e veri plasmatori di un movimento che, gara dopo gara, diventa sempre più forte, unito e compatto. Un grande grazie va soprattutto alle associazioni che hanno permesso la crescita di questo sport e dei talenti che oggi indossano con orgoglio la maglia azzurra
Questo Mondiale finisce qui, ma il nostro viaggio continua.



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